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Il pranayama e la sua pratica

Per praticare il Prānayama si deve scegliere un luogo tranquillo e pulito, privo di correnti d'aria, assumendo una posizione meditativa stabile come siddhasana o padmasana, con la colonna vertebrale, il collo e la testa ben allineati. Tale corretta postura deve essere mantenuta per tutta la durata dell'esercizio. L'atteggiamento mentale risulta molto importante: occorre una intensa concentrazione, evitando qualsiasi vagare della mente, per cui è preferibile praticarlo ad occhi chiusi, in modo da eliminare qualsiasi stimolo esterno e potersi concentrare su di sé.
Poiché il praticarlo impropriamente o eccessivamente potrebbe comportare il rischio di disturbi o danni a carico dell'apparato respiratorio e al sistema nervoso, è consigliabile praticare sotto la guida di un istruttore qualificato. Nel Prānayama distinguiamo tre fasi:
pūraka (inspirazione),
recaka (espirazione),
kumbhaka (ritenzione).
Sia il pūraka che il recaka (ossia l'inspirazione e l'espirazione) devono essere profondi e completi, compiuti con lentezza, senza sforzo e in maniera uniforme. Il kumbhaka è l'arresto temporaneo del movimento respiratorio e il mantenimento dell'apparato respiratorio in uno stato di immobilità e di quiete. Esso può essere di tre tipi:

  • antara-kumbhaka, ossia la sospensione del respiro dopo il pūraka;
  • bahya-kumbhaka, ossia la sospensione del respiro dopo il recaka;
  • kevala-kumbhaka, ossia quando la sospensione del respiro avviene in modo spontaneo dopo una lunga pratica di Prānayama.

I testi tradizionali assegnano tempi proporzionali a ciascuna delle fasi ovvero 1 tempo per pūraka, 4 tempi per kumbhaka e 2 tempi per recaka. (1-4-2).
È bene cominciare con l'allungamento dell'espirazione e gradualmente inserire un kumbhaka uguale alla espirazione (recaka). (1-2-2). Con la pratica costante e graduale si possono evitare disagi e realizzare un Prānayama equilibrato.
Le varianti più importanti di Prānayama sono: ujjayi (che dà la vittoria), anuloma-viloma o nādi-śodhana (purificazione dei canali), bhastrikā (mantice), bhrāmari (ape), mūrchā (deliquio), plāvini (galleggiante), śitali (rinfrescante), sitkāri (emissione del suono sit), sūrya-bhedana (perforazione del sole).

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Le attività si svolgono presso l'Associazione Nuove Radici a Catania in via Acicastello, 15 pal. C citofono 3006

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