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Pitagora (VI sec. a.C.) fu il primo uomo a usare il termine “filosofia”(= amore per la conoscenza), intendendola come un'aspirazione verso la verità o meglio la tendenza profonda di ogni essere verso la contemplazione. Tale contemplazione, intesa come scoperta e assimilazione al divino, è l'ideale della vita e della vita filosofica in particolare. La filosofia perciò deve coincidere con una scelta esistenziale, con la ricerca della verità e dell'illuminazione e non può ridursi a semplice attività intellettuale.
Pitagora, nato nell'isola di Samo, ha partecipato ai “misteri” eleusini, dionisiaci e orfici, ha compiuto viaggi in Persia, Babilonia ed Egitto. Infine approdò in Italia, insediandosi a Crotone dove fondò una scuola che ebbe grande influenza sulla spiritualità occidentale.
La scuola pitagorica comportava un'iniziazione e un'intensa vita comunitaria. Ad essa potevano accedere anche le donne, sempre che ne avessero l'attitudine. Ricollegandosi alle concezioni orfiche e orientali, Pitagora riteneva che l'uomo avesse un'anima immortale, oscurata però dalle passioni, dagli impulsi irrazionali e dai falsi valori. Per sfuggire al ciclo delle rinascite era necessario dedicarsi ad una vita integralmente contemplativa. Quindi Pitagora alla via dionisiaca dello sfrenamento dei sensi contrapponeva la via apollinea delle virtù, della conoscenza e della meditazione.
Maestro Eckhart era un monaco domenicano vissuto all'incirca tra il 1260 e il 1328.
Contemporaneo di Dante, era un mistico che cercava il “distacco” dal mondo, il silenzio, la solitudine. I temi dei suoi trattati e prediche erano il “nulla” e “il fondo dell'anima”.
Al di là del Padre, del Figlio, dell'Amore c'è la Deità, che possiamo pensare solo come il nulla di ogni pensiero umano su Dio.
In noi, se ci libereremo di ogni scoria mondana, scopriremmo il fondo immutato e immutabile dell'anima. Il fondo senza fondo. Come una coppa svuotata di tutto, anche dell'aria che contiene, verrebbe fatta salire al cielo in forza del suo vuoto, così il “distacco” dell'anima da ogni cosa, da ogni desiderio, da ogni sua proprietà la rende “pura” e costringe Dio a discendere in noi come suo luogo naturale.
Vivendo nel distacco troveremmo la nobiltà dell'uomo interiore e riceveremmo ogni consolazione in Dio.
Per l'arditezza delle sue affermazioni, maestro Eckhart è stato processato e condannato dalla chiesa per eresia. Morì prima che la condanna pontificia fosse pronunciata.
La tradizione Taoista Cinese ha creato un metodo conosciuto come "Tai-Chi". E' un metodo per centrarsi su se stessi. Loro dicono fai ciò che vuoi ma resta cosciente e centrato sul tuo ombelico. Camminare, mangiare, combattere, insomma fare qualsiasi cosa ma tenere desta l'attenzione sul centro dell'ombelico. Se sei cosciente del centro dell'ombelico non puoi pensare, nel momento in cui lo fai vuol dire che non sei più cosciente dell'ombelico.
Quella che segue è una dimostrazione delle danze sacre di Gurdjieff. Il filmato è stato prodotto da OSHO.com. E' un breve filmato, per la versione completa vi rimando al seguente link: clicca qui.
Esiste un metodo Sufi conosciuto come dervish dancing, ovvero Sufis dance. Si basa sul concetto, come dice Osho, dei bambini che girano e girano su se stessi facendo una spirale. Facendo questo, che ai bambini piace molto, è possibile sentire se stessi, il proprio corpo e vivere una bellissima esperienza, per questo piace ai bambini. Studiano questo fenomeno i sufi hanno sviluppato un metodo, un metodo per la meditazione, loro girano come a braccia aperte. L'asse rimane costantemente nella stessa posizione, centrato, sembra quasi una ruota che gira. E' come se l'essenza interiore sia il centro e il corpo è giusto una ruota.