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Yoga e maternità PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosaria Torrisi   
Dedicato alle donne in gravidanza

Oggi le donne in maternità’ sono in attivita’ continua, spesso si tratta di donne in carriera che debbono stralavorare andando oltre i propri limiti generalmente sono donne che hanno conquistato delle tappe, e che hanno raggiunto una certa indipendenza (secondo voi come possono sentirsi ad accettare il fatto di riconoscere che non possono sostenere pesi, neppure quello della spesa giornaliera?), per queste donne e’ difficile riconoscere i propri limiti ed hanno soprattutto la difficolta’ di chiedere aiuto e non danno retta al senso di affaticamento ed al bisogno di ascoltarsi e di fermarsi durante il periodo di gravidanza, integrando i cambiamenti non solo fisici ma anche emotivi.
Le Donne in gravidanza subiscono dei cambiamenti fisiologici ed ormonali in pochissimi mesi e la gestante in questo periodo ha un estrema necessita’ di rallentare i suoi ritmi giornalieri, e di ascoltare le proprie sensazioni ed esigenze, per poter accettare i propri cambiamenti sia a livello fisico psicologico ed anche emotivo, preparandosi gradualmente ad affrontare ed a condividere insieme al proprio partner con serenita’ e tranquillita’ tutti i nove mesi di gravidanza. Se la gestante è preoccupata sul lavoro, e nonostante senta la necessità di rallentare, non lo fa ma supera una certa soglia di stanchezza e affaticamento, rischia tensioni e/o contrazioni.
Tutto cambia in lei e nel suo corpo, mentre dà il meglio di sé l'essenza della sua energia femminile che sboccia. Ma è come se ciò non venisse riconosciuto, perché nessuno le dà il sostegno di cui avrebbe bisogno né le attività giuste e calibrate. Infatti il mercato offre o attività sportive faticose, che si occupano solo del corpo, oppure tecniche mentali di rilassamento troppo passive in cui in realtà si impara a delegare ad altri. In questo periodo invece la donna ha bisogno di essere contemporaneamente sia attiva sia in uno stato di rilassamento mentale. Ha bisogno di essere considerata e di sentirsi protagonista nell'evento naturale che sta vivendo. E’ quindi necessario aiutarla a gestire in modo dolce consapevole tutti i cambiamenti e le prove che deve affrontare. In occidente, in realtà, manca un metodo che tenga conto della globalità dei vissuti e che armonizzi il corpo con la mente.

L'antica disciplina dello yoga risponde pienamente a quest'esigenza offrendo un metodo ampio, completo ed efficace. I più svariati bisogni della gestante trovano risposte adeguate che : coinvolgono il piano fisico, respiratorio, energetico, mentale della donna e la relazione con il "bambino dentro". Il corpo, per lo yoga non è soltanto un meraviglioso meccanismo biologico, ma è il punto d'incontro di tutti i piani di esistenza dell'Essere Umano. Lo hatha yoga (ha-sole, tha-luna) armonizza gli aspetti energetici: solare maschile e lunare femminile di ogni essere umano. Un disagio a livello psichico, di una certa entità, può trasformarsi in un problema fisico. Per esempio: Se la gestante ha grosse difficoltà ad accettare la gravidanza, quest’ambivalenza emotiva può diventare disagio fisico.In genere non sempre siamo integri nelle nostre scelte si elabora una fase a livello psicologico ed emotivo prima di accettare dei cambiamenti, tutto questo anche nella gravidanza soprattutto nei primi mesi, si traduce in una parte che desidera il bambino e un’altra parte che non lo desidera.

La parte che non desidera, in genere non e’ accettata dalla parte che desidera, creando ambiguita’ a livello emotivo, in cui nei primi tre mesi di gestazione puo’ tradursi in un problema d’aborto. Anche per questo conviene iniziare lo yoga non prima della fine del terzo mese, cioe’ dal quarto mese in poi per evitare problemi…..! Soprattutto se la gestante non ha mai praticato yoga. Superata questa fase del primo trimestre di gravidanza la gestante e’ fuori rischio e puo’ tranquillamente dedicarsi ad una pratica yoga iniziale, poiche’ avvengono subito dei cambiamenti ormonali che creano una difficolta’ di circolazione alle gambe; questo puo’ comportare gonfiore ai piedi.Ma è interessante notare anche il contrario: un benessere fisico ha un'enorme ripercussione a livello mentale. D'altronde la gestante è in uno stato di unità e simbiosi con il bambino così come unità e simbiosi tra il livello fisico e il mentale. Durante la gravidanza cambia anche la digestione e cambia anche la facilita’ di eliminazione.

Capita spesso di trovare gestanti che hanno problemi di stitichezza che non hanno mai avuto prima, e per evitare problemi di emorroidi che possono venir fuori al momento del parto a causa della spinta a polmoni pieni. Quindi si consiglia un’alimentazione piu’ adeguata per favorire l’eliminazione, evitando cibi astringenti. Oltre al nutrimento alimentare adeguato, si dovra’ affrontare anche il nutrimento sensoriale e cioe’ sensibilizzare, l’importanza di ascoltare le proprie sensazioni capire se passeggiare in mezzo al traffico o passeggiare nel parco puo’ darci una ricarica energetica maggiore. Da non sottovalutare il nutrimento emotivo, e’ un grande lavoro da affrontare nella coppia.

Le donne in gravidanza hanno continuamente sbalzi d’umore, poiche’ accettare in questa fase i propri limiti e riconoscere di essere impossibilitati oltre a portare pesi a muoversi agilmente viene associato a star male, questo e’ quello che vive la donna dal settimo, ottavo, nono mese di gravidanza. Quindi diviene difficile l’equilibrio tra l’accettare di avere dei limiti e l’accettare di aver bisogno di chiedere aiuto, poiche’ viene vissuto come una debolezza. Invece tutto questo dovrebbe essere preso come uno stare vicino alla realta’ del bambino, ma se tutto cio’ non verra’ maturato, cioe’ rallentare i ritmi e accettare i limiti la gestante vivra’ una realta’ distante dalla realta’ del neonato. Il fatto di sentire il bisogno di rallentare, di accettare questa tondita’ della pancia, significa riconoscere che questa e’ una grande forza perche’ si entra piu’ facilmente in sintonia con il bisogno del neonato.

Poiche’ il neonato e’ un fascio di bisogni e la maternita’ prepara la donna a calarsi nella realta’ del neonato, che gia’ c’e’. In questo periodo la gestante deve maggiormente ascoltare i propri sensi, l'udito, il gusto, il tatto, la voglia di coccole, l’olfatto ad esempio cambia diventa piu’ vigoroso, permettendo di vivere di piu’ la presenza del bambino; Gran parte del lavoro dello Yoga in gravidanza e’ prendere coscienza di cio’ che e’ cambiato e di viverlo in modo piu’ armonioso possibile e cercare di coinvolgere il proprio patner a sostenere in due il peso dei nove mesi. Si lavora sulla prevenzione psicofisica della salute madre-bambino, nella certezza che in gravidanza tutto ciò che accade alla mamma accade al bambino e viceversa. Si vuole dare fiducia alle capacità della donna rafforzando un suo atteggiamento positivo nei confronti dell'aspetto naturale della maternità. D'altronde quando si vive uno stato di rilassamento, equilibrio e benessere scaturiscono in modo spontaneo gioia e serenità.

Lo yoga si inserisce particolarmente bene in questo periodo. Non si tratta solo di “ben partorire”, ma anche di prepararsi a questa nascita vivendo una gravidanza felice. Lo yoga aiuta a sentirsi in armonia fisica con questo corpo che cambia e in armonia spirituale con questo bimbo presente e misterioso. Dopo, la nascita lascia la donna vuota del suo contenuto prezioso e là ancora lo yoga ha un ruolo privilegiato per ristabilire l’armonia tra il corpo e lo spirito. Lo yoga non è un corso di ginnastica pre o post natale: è uno stato dello spirito che consente il benessere mentale e corporale grazie alla concentrazione di energia, evitando le perdite inutili legate alla tensione.

Lo yoga offre alla donna:
- il benessere per vivere una gravidanza serena e felice
- la scoperta, la conoscenza del suo corpo, l’accettazione e l’adattamento alle sue trasformazioni
- la percezione familiare del bambino e un’intensa comunicazione con lui.

Si può giocare con il proprio bebè nell’utero, percepirlo reale, presente, e non solo immaginario. La nascita non è più la scoperta di uno straniero ma il riconoscimento di questo piccolo essere già ben conosciuto. Che l’amore di due esseri crei un bimbo, resterà sempre una viva emozione e un eterno miracolo. Che si sia credenti o atei, il concepimento, l’attesa, e la messa al mondo di un essere vivente, trasporta i genitori in una nuova dimensione: una apertura possibile al sacro, al divino. Il nutrimento spirituale che diventa un lasciarsi andare ad un’energia divina. E’ dato anche dalla respirazione carnica consapevole cantata sillabando le vibrazione del canto AUM. Anche dopo la nascita, il bambino riconosce la vibrazione dell’AUM che ha percepito durante la gravidanza, e spesso si calma.

Lo yoga applicato alla gravidanza offre uno strumento completo e sempre più attuale per equilibrare tra loro il corpo, la respirazione e la mente; per vivere in modo più consapevole e sereno il rapporto con il "bambino dentro". Oggi la donna che lavora ha sviluppato necessariamente il pensiero logico e razionale legato all' emisfero sinistro. Nel passaggio dal mondo del lavoro ad una maternità vissuta pienamente, è necessario dare spazio all'esperienza e al vissuto corporeo legati all'emisfero destro e questo si può facilmente e direttamente raggiungere attraverso la pratica dello yoga. Gradualmente dal corpo e dal respiro si lavora sulla consapevolezza e sull'attitudine mentale per sostenere lo sviluppo pieno e completo dell' energia femminile. I temi della pratica sono: circolazione delle gambe, il concetto del peso da sostenere per tutti i nove mesi e quindi lavoro sul perineo, assecondando l’azione della forza di gravita’ eseguendo una pratica adeguata, la tonicita’ muscolare, e la respirazione.

E’ importante in un gruppo omogeneo di gestanti che praticano yoga, lo scambio tra di loro poiche’ diventa un grosso sostegno.

  • Consapevolezza del corpo:posture, asana, che aiutano ad affrontare i cambiamenti e le trasformazioni sia a livello circolatorio che del nuovo equilibrio relativo allo spostamento del baricentro; che favoriscono l'allineamento della colonna vertebrale e il controllo della muscolatura pelvica;
  • Consapevolezza del respiro: lavoro sulla respirazione, pranayama, soprattutto quella addominale, che influenza il sistema nervoso centrale e periferico e viene sviluppato con il movimento del bacino;
  • Consapevolezza del tono muscolare: rilassamento che scioglie le tensioni fisiche e mentali;
  • Consapevolezza della propria interiorità: attraverso il silenzio e l'osservazione.
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